E questa nuova sezione inizia con l'intervista a uno degli scrittori preferiti de IL BINARIO GIALLO:
STEFANO DI MARINO

BG: Stefano di Marino, Stephen Gunn, Fredrik Kaman, Etienne Valmont, Jordan Wrong Lee, Xavier LeNormand un nome,cento nomi, una garanzia per tutti gli amanti del Professionista e del mondo pieno di intrighi, passioni,sempre con la pistola in mano. Da cosa nasce l'esigenza di tutti questi pseudonimi?
SDM:Non è bello dirlo ma nasce dall'imposizione dell'editoria italiana. Quando ho cominciato(e io ho esordito con il mio nome con il romanzo Per il sangue versato, Mondadori) se scrivevi un thriller o un noir non venivi preso sul serio. Per cui l'editore ti imponeva lo pseudonimo straniero. Un po' come accadeva nel cinema degli anni 60 e 70, adesso ci accorgiamo che quello era il cinema popolare italiano e non aveva nulla da imparare da nessuno. Adesso che lo copiano in America e a Hong Kong ci ricordiamo dei vari Di Leo, Lenzi , Dalla mano e altri. Ovviamente per il Professionista che compie 12 anni e con Colori di guerra ha pubblicato 26 episodi non si può cambiare nome adesso. Ma la mia missione è...uccidere tutti questi loschi personaggi che nominavi. Alla fine ne resterà solo uno. Stefano Di Marino. Battaglia durissima...
BG: Quando hai iniziato a scrivere?
SDM:A otto dieci anni. con regolarità da quando ne avevo 14, per anni non ho mai pubblicato nulla, ma ho scritto tutti i giorni.Esercitarsi serve a qualcosa...
BG: Raccontaci l'emozione del primo tuo romanzo pubblicato
SDM:Guarda, l'emozione più grande è quando vedi le bozze. vedere il libro stampato in caratteri tipografici, apportare le ultime correzioni. E' quella la vera emozione. Quando esce poi si perde un po' tra altri mille...
BG:Quale è il tuo momento ideale nella giornata per scrivere?
SDM:Visto che è la mia attività principale quando sono più desto. di solito in tarda mattinata o nel pomeriggio. io scrivo tutti i giorni ma non più di tre o quattro cartelle al giorno già praticamente finite. ma tutti i giorni. vedi un po' tu quanto si riesce a produrre in un tempo così...
BG:Cosa preferisci scrivere racconti o romanzi?
SDM:Ho un debole per le storie complicate, d'intrigo, di ampio respiro .Quindi con il romanzo mi trovo meglio. Però recentemente mi hanno chiesto anche molti racconti. Diciamo che su una lunghezza di 20-30 cartelle comincio a trovarmi a mio agio.Il racconto uscito per Gli Occhi dell'HYdra e quello su Detective sono di circa 20 cartelle, il western che uscirà nel numero speciale di M, rivista del mistero anche.
BG:Leggere e scrivere che rapporto hanno per te?

SDM:Come diceva il mio amico Tiziano Sclavi per scrivere un libro devi aver letto 10.000 libri,10.000 fumetti e visto 10.000 film. Direi che non ho altro da aggiungere.
BG:Si può vivere oggi con la sola scrittura?
SDM:Io ci sto provando, ma devo fare anche altri lavori editoriali. Se hai la fortuna di essere lanciato da una casa editrice forse puoi vivere molto bene ma n Italia ci saranno cinque- dieci persone che possono permetterselo. Io però devo sempre mantenere una certa libertà. Per la verità prendere ordini non mi piace. negli uffici come nella vita. ho un po' il mito dell'action writer di Black Mask con il sigaro e la bottiglia di vodka sempre a portata di mano. Scelte di vita. devi essere convinto, altrimenti non ne vale la pena...
BG:In Italia si legge poco. Come cambiare il trend?
SDM:Temo di no. Esce sempre troppa roba rispetto al panorama dei lettori forti che sono quelli che leggono almeno tre o quattro libri al mese e sono più o meno sempre lo stesso numero. Quando un libro diventa un fenomeno editoriale è perché raggiunge una fetta di pubblico che abitualmente non legge e che fa di un romanzo un oggetto di culto che magari neppure legge. Però deve averlo. o , se lo legge, vuole solo quello. Quindi non ha senso che un editore pubblichi imitazioni di una formula fortunata. Il lettore di quel genere compra solo l'autore originale. Se invece di inondarci di copie scadenti del Codice da Vinci si fosse pubblicato con un minimo di rilevanza qualche libro diverso...
BG:Gli e-book possono essere una svolta oppure in Italia è ancora presto?
SDM:Non mi intendo molto dell'argomento, mi sembra che sia ancora presto. Il lettore vero, ama il prodotto cartaceo da portarsi in tasca, da smanazzare, da farci le orecchie. Da vivere...io sono così, almeno...
BG:Quanto è importante in un libro la copertina?
SDM:Fondamentale. Il problema è che l'editore dovrebbe avere un art director che partecipa alle riunioni editoriali,capisce di cosa parla un libro e ne trova un'interpretazione visiva. Disgraziatamente anche con grossi editori c'è sempre una certa arroganza di chi conoscei libri(gli editor) ma forse non l'immagine a voler imporre il proprio gusto.
BG:Quanto è importante il prezzo?
SDM:Anche questo è fondamentale. Se propongo un romanzo d'intrattenimento, da leggere velocemente in un'edizione popolare, popolare deve essere anche il prezzo. a volte è una questione di differenza di pochi euro. é quello che sta facendo Mondadori e troppe volte ci si dimentica che il Giallo, Segretissimo, Urania propongono romanzi inediti a un prezzo veramente basso. Ma il vero problema è la diffusione. Se il libro non si trova, il lettore passa ad altro. Sono pochissimi quelli che cercano.
BG:Quanto è importante la trama?

SDM:Dipende dal filone. Se non si può vendere lo stesso libro a tutti. Se scrivi in un determinato filone devi conoscerlo benissimo e venire incontro alle esigenze del lettore di quel genere.
BG:Ormai i libri si trovano in edicola, nei giornali e allegati alle riviste.Un bene o un male?
SDM:Un bene, un bene...ma sono due canali diversi la libreria e l'edicola. Io non ci volevo credere ma è così. salvo il famoso caso del lettore forte(che è in minoranza) chi acquista in edicola raramente va in libreria. magari non viceversa. Sembra strano ma ti assicuro che la libreria esercita una certa soggezione sul cliente...
BG:Che consigli daresti a nuovi scrittori che tentano di pubblicare il primo romanzo?
SDM:A parte la frase di Sclavi citata sopra, di lavorare per passione, di non lasciarsi abbattere da nessun ostacolo ma non insistere su strade chiuse continuando a proporsi in ambiti dove non si è apprezzati. Di prepararsi ad amarissime delusioni. E a grandi soddisfazioni. La scrittura è come il pugilato, se non siete pronti a prendere un sacco di pugni per portare a segno il vostro, meglio che stiate a casa. Non fa per voi. se invece siete pronti a versare sangue,sudore e lacrime, fatevi sotto. Ma ricordatevi che poi vi accorgerete di non saper fare altro o peggio(o meglio forse?) di non voler fare altro nella vita.
Scelte...
BG:Per un esordiente è utile partecipare ai concorsi letterari?
SDM:Io non l'ho mai fatto o forse sì ma il mio lavoro s'è perso nel nulla. Non è che vincere un concorso poi ti apra le porte dell'editoria a meno che tu non riesca a fare delle conoscenze giuste. per un professionista assolutamente no. Scrivi anche per poco o a gratis come si dice ma quello che scrivi pubblichi. Se chiedi un racconto a un professionista sai già cosa ti arriva.BG:Quando è il momento giusto per presentare un nuovo romanzo ad un editore?
SDM:Domanda difficilissima. Direi quando te lo senti finito e pronto il tuo romanzo. il problema sta nel come e a quale editore. Se un editore pubblica poesia o romanzi letterari mi sembra inutile mandargli un giallo. Così come non manderesti un momoir a Segretissimo. in effetti il primo passo da superare, quello del contatto con un editor, non con un editore,è sempre il più difficile. forse è meglio coltivare dei rapporti personali nell'ambiente e poi stabilire un ponte di fiducia con una persona che può apprezzare il tuo lavoro. mandare a una segreteria editoriale così...non ha molto senso. Alcuni preferiscono avere un agente, ma un agente ti cura solo se gli rendi. E come esordiente devi arrivare da lui già presentato. Lo so, non è una bella immagine del panorama editoriale ma la realtà è questa.
BG:Di fronte a un rifiuto di un editore che fare? Abbandonare il romanzo o tentare altre strade?
SDM:Anche qui dipende. Se hai mandato il romanzo all'editore sbagliato devi cercare quello che può apprezzare e valutare seriamente il tuo lavoro. se il rifiuto è circostanziato , vale la pena di riflettere sulle osservazioni. Non di accettarle in toto, magari però rifletterci sì. Se la risposta è la solita standard "ci spiace ma il suo lavoro non rientra nei nostri programmi editoriali per altro già affollatissimi" il tuo libro manco l'hanno aperto. Quindi continua a crederci e cerca un'altra via. Nel caso l'editore esprima un giudizio negativo su quel romanzo ma sia interessato a vedere un prodotto diverso vuol dire che almeno un'occhiata seria l'hai ricevuta. Devi parlare con la persona che ti ha risposto e vedere se realmente è interessata a qualcosa di differente. E valutare se questa proposta ti interessa...
BG:Tra tutti i tuoi romanzi quale è il tuo preferito?
SDm:Alla fine sempre l'ultimo che scrivi...scherzi a parte i miei preferiti sono Lacrime di Drago, L'ombra del Corvo, Gangland della serie il Professionista, Il mattino dei demoni della serie Vlad.. e anche il dittico Ora Zero e Sole di fuoco.
BG:Ora Zero, Sole di Fuoco, il prossimo romanzo in lavorazione?
SDM:Attualmente sto lavorando a una trilogia che uscirà sul Giallo Mondadori intitolata Montecristo su un colpo di stato in Italia. Il primo volume Un uomo da abbattere esce a marzo. nello stesso periodo Tea ristampa un romanzo della serie Il Professionista con un nuovo titolo e il testo aggiornato Il veleno del Cobra.
BG:Come chiuderebbe il Professionista questa intervista?
SDM:Quando in edicola o in libreria vi trovate di fronte a uno dei miei romanzi,non esitate. State per essere rapinati dalla banda del Professionista che è la migliore sulla piazza.Per i pochi euro che spendete oggi avrete una storia da raccontare per tre generazioni. Oggi è uno dei grandi giorni della vostra vita. Se vi muovete è anche l'ultimo.
Grazie a Stefano Di Marino per la sua disponibilità e la splendida intervista.
Il suo sito ufficiale

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